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 Empatia 
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Messaggio Empatia
14/12/17

Era una pallida, fredda mattina d'inverno. La gente, ormai, era sveglia da un po', mentre lei aveva visto pure il sole sorgere, aprendo gli occhi quando ancora faceva buio. Così, dal momento che si sentiva riposata, ne aveva approfittato per fare una breve ronda e controllare che tutto fosse a posto...fosse mai che pure gli ultimi templari venissero colti di sorpresa e uccisi.
Nel tempo rimanente, aveva giusto mangiato un pezzo di pane nero come colazione, aveva continuato a controllare Osperdium, ripercorrendo i passaggi di cui si era dimenticata nel tempo.
Mentre camminava, aveva notato in lontananza quella che le era stata indicata come la casa di Mastro Erandir. Non l'aveva più visto dagli ultimi avvenimenti, e l'ultima volta era stata quando Anatoli aveva parlato con lui. Una discussione al quale lei non aveva partecipato, dal momento che spesso si trovava in contrasto con le idee del commendatore.
Si avvicinò all'uscio. Dalla casa non proveniva alcun suono.
Ida bussò timidamente.
«Mastro Erandir? Sono Ida, Ida Mantobianco...»
Fece una pausa.
«....disturbo?»
Ida, chissà perché, si aspettava un "sì, lasciatemi stare". Poi però rimase lì, speranzosa.

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Ida Mantobianco - Luogotenente della Loggia della Fenice
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13/12/2017, 19:32
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Messaggio Re: Empatia
Passò un po' di tempo prima che la risposta arrivò.

"Entrate pure, è aperto." disse una voce stanca dall'interno della catapecchia. "Per forza.. manca la serratura..." brontolò tra sé e sé flebilmente.

Egli era vestito con i suoi soliti vestiti da artigiano, ma l'aspetto era diverso da quello solito, anche se l'ospite non poteva chiaramente rendersene conto, non essendo stata ad Osperdium negli ultimi mesi.
Le spalle erano abbassate e il volto era tirato in un'espressione che sarebbe dovuta essere accogliente, ma che lasciava purtroppo trasparire il poco interesse per tutto ciò che lo circondava.

"Accomodatevi pure..." non sapeva effettivamente come chiamare l'ospite. "Luogotenente Mantobianco, giusto?"

Indicò una semplice sedia vicino alla scrivania.

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15/12/2017, 2:19
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Messaggio Re: Empatia
«Ida per ora può bastare»
Lui era un Diarca e lei una Luogotenente, potevano trattarsi come pari. L'unico problema della templare sarebbe stato fuori da quella casa, dove altre persone avrebbero potuto permettersi la stessa confidenza pur non avendone il diritto.
Non che fosse fissata con tali formalità, ma doveva fare il necessario per farsi rispettare.
Prese una sedia e si sedette vicino a lui. Il lungo mantello bianco copriva quasi del tutto i vestiti che sotto indossava: i soliti, tabarda compresa, anche se in quel momento non indossava l'armatura.
«Questi giorni siete stato molto assente. I combattimenti vi hanno causato danni oppure è solo la vostra anima ad essere stata ferita?»
O magari nessuna delle due cose. Forse aveva solo paura.

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17/12/2017, 15:08
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Messaggio Re: Empatia
Si guardò le mani, callose e scheggiate dal duro lavoro degli ultimi tempi. Guardò poi l'ospite e rispose nella penombra: "Forse entrambi... forse né l'uno né l'altro.
Non saprei rispondere alla vostra domanda in questo momento.
"

"piuttosto, sedetevi pure Ida, l'ospitalità è un po' scadente e mi dispiaccio per questo. Sapete, vi devo ringraziare per il vostro intervento, senza di voi ed i vostri sottoposti che hanno difeso la rocca con la vita...
In questo momento non saremmo qui a parlare. La città è in debito con voi.
"

Stette per qualche secondo in silenzio, poi disse:
"Vi ricordate il giorno in cui ci diamo incontrati? Ero solo un semplice ed umile artigiano proveniente da un borgo sconosciuto di Dexeria, ancora illuso di poter avere vita facile in questi luoghi. E ora voi siete tornata e mi vedete per ciò che sono diventato..." lasciò sfumare la frase nuovamente nel silenzio.

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20/12/2017, 17:06
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Messaggio Re: Empatia
«Non preoccupatevi per l'ospitalità, mastro, sono abituata anche alla semplicità e all'umiltà. A volte per rendere un posto accogliente basta l'intenzione della persona.»
Se Ida stesse dicendo che lui aveva reso quel posto accogliente oppure no, questo era un mistero. Ma a vedere il suo viso rilassato, probabilmente poteva dirsi contenta anche solo che l'avesse fatta entrare.
«La città...sì, si potrebbe dire che è in debito con noi. Ma è un discorso lungo e complicato.»
-Mi dispiace, mastro, ma è un debito non voluto.- pensò Ida, rammaricata. Ma tralasciò.
«Mmh...ne è passato di tempo da quando ci siamo incontrati, già. ». Sospirò. «Non si ha mai vita facile ad Osperdium, purtroppo, ed effettivamente ve ne siete accorto da solo. Ma ditemi, mastro Erandir...come mai siete diventato diarca in una città che a quanto pare vi ha già mostrato tutta la sua crudezza?»

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25/12/2017, 21:31
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Messaggio Re: Empatia
Sospirò alla domanda postagli...

Voleva rispondere 'perché nessun'altro sarebbe stato in grado di portare avanti questo grande progetto che già tante vite aveva stroncato, né tantomeno aveva avuto il coraggio di andarsene rinunciando a tutte le speranze che aveva posto in questo luogo', ma semplicemente rispose:

"Perché le persone hanno fiducia in me, e io non voglio deluderli."

'I sopravvissuti quantomento...' concluse nella sua testa.

"Per quanto non sempre io lo desideri, questa città ha bisogno di gente come noi. Pionieri della civiltà che donino anima e corpo alla causa. è possibile che un giorno i libri parleranno delle nostre gesta, oppure verremmo sotterrati dal peso degli eventi e le nostre storie verranno dimenticate, ma sono sicuro che questa sia un'opera pia d'innanzi alla luce di Magnus e per questo mi porto avanti su questo impervio cammino."

"Ditemi voi invece... come mai ve ne eravate andata da Osperdium e ora siete tornata? Sono stato sinceramente dispiaciuto dal poter parlare solo ora con voi, ben dopo le ingenti richieste dal vostro commendadore, devo dire di aver ritenuto il tutto un po'..."

'...arrogante' pensò.

"...scortese."

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26/12/2017, 1:47
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Messaggio Re: Empatia
«Credo che la loro fiducia sia ben riposta. Mi sembrate una persona onorevole.»
Quel "sembrate" le faceva un po' ridere. Tuttavia, Ida ormai era così: non dava mai nulla per certo, e si fidava meno delle persone.
"....ma sono sicuro che questa sia un'opera pia d'innanzi alla luce di Magnus e per questo mi porto avanti su questo impervio cammino..."
Rimase colpita dalle sue parole. Per un momento arrivò a pensare che il mastro stesse studiando il suo discorso proprio in funzione della sua santa presenza.
Ne avrebbe tenuto conto, questo era certo. Dopo certe esperienze, la templare era decisa a testare la fede delle persone, soprattutto di quelle più influenti.
«Parlate con saggezza, mastro Erandir. Trovare una persona come voi al comando di Osperdium è una benedizione.» disse, seria in volto. Volto che poi si rabbuiò quando sentì la parola "commendatore".
Ida sospirò.
«Quindi avete avuto anche voi modo di scoprire i suoi gentili modi di fare...»
Dalla sua voce un po' sconsolata traspariva un vero di ironia.
«È una lunga storia. Di certo continuo a ripetermi che non sarei mai dovuta andarmene, che avrei dovuto resistere, ma....Osperdium mi aveva distrutta...troppe persone care morte, troppi insuccessi, troppi errori...»
Ripensò a Zed Turner, a Kuldenhud....a Karl.
«Ero una persona molto debole. Ora credo di essere tornata molto più forte e decisa di prima, anche se, in realtà, solo il passare dei giorni potrà confermare le mie intenzioni.»
Ripensò ai templari morti. Il suo sguardo si perse nel vuoto.
«Effettivamente Osperdium si è già data da fare per mettermi alla prova. Pare che questa città si rifiuti di accettare i templari come l'acqua si rifiuta di mischiarsi all'olio.»
Un sorriso amaro apparve sul volto di Ida.
«Chissà...forse sarà una città troppo oscura, o forse sarà sfortuna, o forse i templari sono sempre stati e ancora sono gestiti male...»
Tornò a guardare Erandir. Improvvisamente, il terribile peso dei ricordi pareva essere svanito.
«Ma sto divagando. Parlavamo del commendatore, no? Ecco, vedete...lui non è una persona cattiva, ma purtroppo a volte non si rende conto che il suo carattere può risultare alquanto...insistente o inopportuno.
Non crediate che io abbia approvato il suo modo di agire quando è venuto a parlarvi il giorno del matrimonio, infatti mi sono rifiutata di seguirlo.
»
Ida sapeva che quello non era un modo giusto di agire, e ora ne stava avendo la conferma.
-Vi rifiutate di ascoltarmi, ma fino ad ora tutte le mie scelte si sono rivelate giuste.-
«Le richieste dei templari non sono ingenti come lui, presumo, vi ha fatto credere. Siamo persone umili, è la nostra filosofia di vita chiedere per la grazia di Magnus solo il minimo indispensabile...una cosa, tuttavia, che non riesce bene proprio a tutti i templari. Ma è comprensibile,
l'umiltà è una virtù molto difficile da acquisire e mantenere.
»
Si stava dichiarando umile? Dentro di sé, Ida fu tentata di farlo...ma poi scacciò tali pensieri. Sarebbe stata una cosa molto arrogante. Lasciò quindi che fosse il mastro a decidere se lei fosse degna di fiducia.
«Se ciò vi fa piacere, sapete che potete parlare anche con me delle questioni templari. Non sono una commendatrice, però sono pur sempre una luogotenente.»

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27/12/2017, 11:25
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Messaggio Re: Empatia
Erandir ascoltoò con pazienza ciò che l'ospite aveva da dire. Poi soppesò le parole e disse:

"Sono felice di trovarmi davanti ad una persona che chiede, senza pretendere, ciò che non le è dovuto. Vedete io apprezzo la presenza vostra e dei vostri cadetti qui ad Osperdium, i vostri obiettivi sonosimili ai miei e non vedo perché dovremmo scontrarci nel voler le stesse cose."

Continuò, sperando che la Luogotenente stesse dietro al suo discorso finanziario:

"Per questo io sarei lieto di concedervi per... non so, diciamo intanto sei mesi, l'appezzamento di terreno da voi designato all'interno delle mura cittadine per una simbolica quota di 1 argento. So che non possedete enormi finanze al momento e proprio per questo sono disposto a venirvi incontro. Essendo voi uomini di fede, non chiederò a voi tasse e verrete considerati dalle Leggi come foste Cittadini paganti."

si sa d'altronde che ogni offerta ha una controparte, e entrambi attesero le seguenti parole:
"In cambio, desidero che voi difendiate la città e tutti i suoi cittadini come questa fosse la vostra Patria. Lo so che è chiedere tanto, ma la città necessita di uomini e donne come voi, e ho bisogno di questa certezza, che voi ci aiuterete e non vi farete da parte nel momento del bisogno."

"Non pagando le tasse d'altra parte, l'unica cosa che non sarete legittimati a fare sarà quella di votare per un potenziale nuovo Diarca o Tribuno, se non con la vostra sola opinione."

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27/12/2017, 12:06
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Messaggio Re: Empatia
-Ah, ecco che partono i discorsi economici....-
Non c'era niente da fare, Ida li detestava. Il discorsi con i numeri la metteva spesso in crisi, per il fatto di non saper contare, così come quelli di politica....del quale si intendeva un poco di più, ma era un sistema complesso nel quale lei non sapeva muoversi in maniera troppo scaltra.
La maniera con cui Erandir iniziò a rispondere la mise in guardia. Era una premessa un po' troppo lunga e positiva, e quando si mettevano davanti gli interessi in comune, di solito seguivano quelli che lo erano un po' meno.
E infatti il mastro non la smentì.
-Un argento per sei mesi? Cioè metà anno, sì, però non è forse tanto? ....e poi, aspetta, Anatoli non aveva detto che...-
Persa dietro questi pensieri, quasi rischiò di perdersi il seguito del discorso. Fortunatamente si riprese in tempo per cogliere l'importanza delle parole che seguirono.
Ed il mastro le chiese qualcosa che le toccò un nervo scoperto. Ovvero l'inutile...no, semplicemente la morte dei templari. Non doveva pensare che fosse stata inutile.
-Non era il nostro obiettivo primario...-
Rimase in silenzio per un po'. Forse questo avrebbe spaventato Erandir, visto che la templare si era bloccata con gli occhi abbassati, pensosi.
Quando li rialzò, l'ironia si era fatta strada in essi. Un sorrisino apparve sulle sue labbra.
«Sarò sincera, mastro: non so contare. So leggere, ma parlare con me di discorsi finanziari è come combattere con uno spadone a due mani contro un uomo zoppo munito di pugnale. Senza il filo.»
Alzò un sopracciglio, quasi divertita. Poi tornò più o meno seria.
«Credo che la vostra sia una buona offerta, per quanto le mie mani non abbiano mai toccato un argento...», il che era falso, perché da nobile aveva visto anche gli ori...ma non gli aveva mai spesi lei. E Crisanto era sempre stato generoso. Ma in questo caso, fare sfoggio del voto di povertà poteva tornare utile, anche perché comunque non era mica una bugia.
«C'è solo una cosa che non mi torna, ma potrei sbagliarmi. L'ultima volta che avevo chiesto ai miei sottoposti se il terreno ci era stato concesso, avevano detto che ci sarebbe stato dato senza alcun costo. Ripeto, potrei sbagliarmi, però il problema è che se voi avete detto un'altra cosa agli altri templari, soprattutto più vantaggiosa, e io me ne esco con questa proposta, loro chiaramente si lamenteranno e mi daranno, beh, dell'incapace.»
-Probabilmente lo fanno anche già, ma la loro frustrazione è un problema che va risolto in altre maniere.-
Ida lo lasciò comunque finire, e si tenne a mente tutto ciò che doveva dirgli. Era una lista piuttosto lunga.
«Vedete, mastro, noi templari non possiamo combattere le battaglie che non sono sacre, ma che portano solamente rancore o vendetta, come nel caso degli uomini di Craul. La Loggia ci ha fatto concessione di potervi aiutare, ma vi ricordo che al fronte vi è una guerra in corso. Per quanto Osperdium sia importante, lasciar morire uomini come se niente fosse è una cosa che la Loggia non vede di buon occhio.
Però, allo stesso tempo, siamo obbligati a combattere tutti gli scontri che coinvolgono i nemici di Magnus, e che spesso, diciamocelo, sono molto più temibili degli umani con il quale spesso Osperdium si ritrova a bisticciare: parlo di demoni, ombre, morti tornati in vita...
», e di sfuggita pensò a Karl, «...gorgotiani, cultisti del Verbo che rifiutano il nostro benevolo perdono...»
Ida fece un cenno con lo sguardo, indicando fuori dalla porta, nella probabile direzione della taverna.
«....e vi ricordo che proprio sotto alla taverna un anno fa è stato chiuso un portale dal quale era fuoriuscito Gaap, se avete presente cos'è.»
Dopo aver lasciato questa specie di ammonimento, Ida continuò.
«Karl morì nella battaglia tra antichi arkariani e dei barbari che ricercavano lo stendardo di Boudicca. Quello stendardo lo stavano cercando entrambe le fazioni, a dire il vero. Noi templari non c'entravamo niente, eppure appena la battaglia è cominciata, seppur io avessi ordinato di starne fuori, siamo stati attaccati e tirati in mezzo, venendo costretti a difenderci e quindi a combattere. Poi Karl è caduto, e un guerriero gli ha dato il colpo di grazia. Ora, non sto dicendo che sia successa la stessa cosa il giorno del matrimonio...però è un dato di fatto che....diversi templari siano morti in una battaglia che non ci riguardava, e che si era scatenata...per cosa? Per una donna?»
Ida era terribilmente seria.
«Mastro Erandir, io ho sempre cercato di salvare la vita di tutte le persone che mi stavano intorno. Ho perdonato anche chi non meritava una seconda, una terza occasione, perché per me salvare le persone, fisicamente e spiritualmente, era un motivo di vita. Ho dedicato la mia vita a proteggere gli innocenti e sconfiggere i nemici di Magnus, e lo farò ogni volta che potrò. Ma io non rappresento tutta la Loggia. Noi possiamo aiutarvi, ma non possiamo promettervi di intervenire in tutti i problemi cittadini, poiché alcuni di essi potrebbero addirittura essere deleteri per la Loggia. D'altronde, ricordo che pochi mesi fa qui c'erano dei branzacchi.
Il suo sguardo si fece torvo.
«E voi non mi fareste mai combattere a fianco a fianco con un branzacco, vero?»
L'esempio doveva essere stato abbastanza pratico per far comprendere la situazione, quindi proseguì.
«Quindi, penso che comunque, per quanto non possiamo dare la nostra totale disponibilità, di certo siamo un aiuto valido per la città. A maggior ragione perché la domus templare si troverebbe in una posizione strategica, sia per essere protetta, sia perché in quanto vicina ad un luogo alquanto...pericoloso.»
Non che volesse portare sfortuna, ma chi poteva dire quanto tempo sarebbe durato il sigillo apposto sul portale...?
«Infine, per la questione riguardante il voto, non sono propriamente d'accordo. Se si dovesse scegliere tra un uomo pio come voi ed uno Zed Turner, non sarebbe bene che noi potessimo appoggiare la parte più santa e giusta?»
Non avrebbe mai fatto l'esempio di Zed per un discorso simile, mai. Anche perché nessuno aveva votato perché Zed diventasse quel che era diventato. Però...beh, probabilmente lui ne aveva sentito parlar parecchio male. Assassino, traditore, e bla bla bla...
-Ah, Magnus, perdonami....-

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27/12/2017, 23:23
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Messaggio Re: Empatia
Sentito il discorso con orecchie tese, come una volpe scattò in piedi smuovendo la sedia con gran rumore e ammutolendo la Luogotenente con uno sguardo penetrante, denso di sentimenti:

"Il terreno vi era stato concesso per spostare il tempio all'interno della fortezza, non per un fine terreno quale è una base operativa militare. Il vostro Commendadore mi ha mentito ed ha provato a cambiare più volte le carte in tavola!"

Il suo animo si accese e continuò il discorso con gran trasporto:

"Vedete io rispetto il vostro rango, ma non accetto che persone che da poco sono giunte in città come quel vostro Anatoli si permetta di minacciarmi e pretendere cose di cui non ha minimamente il diritto di richiedere. Mi ha mancato enormemente di rispetto, provando a forzarmi la mano sull'avere riparazioni gratuite dal sottoscritto e estorcendo sconti ai cittadini sui servizi che loro offrono. Mi ha addirittura proposto di aiutare la scarsa milizia ad estorcere sovrattasse ai cittadini in cambio di una quota."

"Io non sono uno stupido e non voglio essere trattato da tale Luogotenente Mantobianco," sottolineò con attenzione il fatto di chiamarla per titolo e non più per nome: "Mi rifiuto di credere che alla Loggia non paghino i terreni che acquisiscono, mi rifiuto di credere che decidano di non schierarsi in protezione delle città in cui risiedono le loro guarnigioni, mi rifiuto di credere che siano così irrispettosi delle leggi e dei cittadini con cui convivono. Sono stanco di persone che credono di poter venire ad Osperdium credendo che possano combattere solo le battaglie che decidono loro, come i Cacciatori a Sud di qui. Troverete un terreno poco fertile per questo tipo di strada qui ad Osperdium, poiché la popolazione è stanca di reggersi da sola sulle braccia di pochi uomini fedeli, mentre estranei si approfittano delle ricchezze del luogo." disse facendo riferimento alla richiesta dei templari di poter sfruttare le miniere per arricchirsi.

Inspirò profondamente e sembrò calmarsi:

"Se è il Commendadore a dover decidere se questa mia proposta è valida, la prego di comunicarlo al vostro sottoposto, e di insegnargli cosa sia l'umiltà e il rispetto di chi è più in alto di lui. Non accetterò un altro comportamento simile a quello subito al vostro arrivo. Questa proposta è ancora valida solo perché mi fido della vostra parola Ida, e del fatto che la città è in piedi anche grazie al vostro aiuto. Ma se non andasse bene, credo che potreste chiedere asilo al Tempio per dormire e riposare, lontani dalle mura cittadine e da ciò che questo comporta."

Indicò l'uscita alla Luogotenente mentre concludeva:

"Mi dispiace essere dovuto arrivare a tanto Ida, ma il vostro sottoposto mi ci ha costretto." il Mastro appariva veramente dispiaciuto, poiché esso sperava in una conclusione molto più pacifica con i suddetti. Sperava di aver trovato un alleato che invece stava dimostrandosi più un problema che una soluzione. Tutto sarebbe dipeso da come la Luogotenente avrebbe preso la cosa e dalla risposta del Commendadore.

Come a voler mettere il punto finale al proprio discorso aggiunse:
"E comunque, nonostante ciò che Zed Turner ha fatto sia truculento e io non lo possa accettare, ritengo che quell'uomo fosse molto saggio, dati gli scritti da lui firmati e ritrovati da me tra i pochi documenti sopravvissuti alle fiamme. Anche se non ho mai avuto occasione di conoscerlo, lo rispetto per ciò che fece per questa città, poiché Osperdium è in piedi anche grazie al suo contributo."

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Mastro Èrandir: "Sono certo che troveremo un accordo vantaggioso per entrambi."


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28/12/2017, 2:40
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