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 Mea culpa 
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Messaggio Mea culpa
13/12/1517

Come al solito, Ida era in uno dei luoghi in cui era più facile trovarla nei momenti di calma, ovvero il tempio, ormai a quanto pareva pure sconsacrato.
Ma era pur sempre in quel tempio che lei aveva vissuto tutte le vicende dei templari, era in quel tempio che gli ultimi templari deceduti erano stati portati per l'estrema unzione.
Vi era calma ad Osperdium, e nessuno era lì al tempio, né nei dintorni, lo si poteva capire dal silenzio che imperava sovrano. Ma dentro al cuore di Ida, invece, la calma faticava a tornare. Per questo, infatti, si era raccolta in preghiera.
Appena entrata, aveva notato che di lì vi era passato il Diacono. Erano rimasti lì il suo cappello e il flagello. Quei due oggetti le rammentarono dello schiaffo che lui, preso dall'ira, le aveva dato con estrema violenza. Ida sapeva di esserselo meritato, ma allo stesso tempo si era sentita offesa, in quanto stava iniziando ad assumersi veramente le responsabilità di un Luogotenente. E con le responsabilità, vi era anche una certa dignità...
Ma lasciò perdere. Era giunta alla conclusione che non avrebbe più commesso tale errore, e che non gli avrebbe permesso nuovamente un simile gesto.
Rimase lì per un po' di tempo, forse 10 minuti o forse mezz'ora. In ogni caso, mentre era persa nelle sue riflessioni e nella meditazione, i suoi occhi caddero sul flagello.
Ripensò così al discorso che Mercuzio le aveva fatto sul dolore.
Ida si era sempre chiesta cosa provassero i religiosi a infliggersi dolore da soli. Aveva sempre rispettato chi lo faceva, però non aveva mai condiviso tale azione.
Non aveva idea di cosa potesse scatenare nell'animo della persona tale pratica.
E così, lo prese.
Si tirò su la manica della camicia e si diede un colpo sul braccio. Strinse i denti, osservò i segni rossi.
Si tolse la tabarda, rimase in camicia, si inginocchiò...e provò a frustarsi la schiena.
Allora ripensò di nuovo alla morte dei fratelli templari.
Si frustò ancora, più forte. Sentì gli occhi farsi lucidi, ma nessuna lacrima scese lungo le sue guance. Dopodiché, abbassò lo sguardo, e lasciò cadere le mani in grembo, con il flagello tenuto ormai con una presa debole, non più ferrea come prima.

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Ida Mantobianco - Luogotenente della Loggia della Fenice
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13/12/2017, 18:49
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Messaggio Re: Mea culpa
Mercuzio si trovava già al tempio da tempo quando sentì la Luogotenente avvicinarsi al santuario, erano ormai scomparse le ultime luci del sole e solo la luna e le stelle brillavano nel cielo.
Sentendo la giovane Mantobianco avvicinarsi sempre più il sacerdote spense di gran fretta la candela che illuminava il suo libro di preghiere, e con l'aiuto della notte celò la sua figura, respirava appena, rimasero sull'altare solo il suo cappello e il suo flagello.

Mercuzio attese ed ascoltò i movimenti della giovane, pregava, come era suo dovere nei confronti dell'Altissimo... dopodiché la sentì raccogliere qualcosa dal tavolo, e presto echeggiarono nella sala le scudisciate, ora timide, ora forti, ora deboli... Ora erano solo un tremolio, ora erano finite.

Mercuzio non si palesò, ancora.

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Padre Mercuzio della Rovere - Sacerdote dell'Ordine Maggiore
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13/12/2017, 19:20
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Messaggio Re: Mea culpa
Tutte le volte in cui il dolore si era fatto più forte, Ida aveva sempre ceduto.
Quando aveva colpito Zed Turner, facendo sì che la ferita lo dissanguasse, era fuggita, sovrastata dalla disperazione. Poco prima, era addirittura arrivata a desiderare di morire.
"Ma...Magnus mi ha resa più forte..." pensò, Ida.
«Sì, è così...tempo fa la mia mente era molto debole, e invece ora le tentazioni del demonio fanno più fatica a impossessarsi di me...» mormorò, sovrappensiero, colta dai ricordi delle ombre che possedevano la sua mente, facendole fare cose che mai avrebbe osato fare.
«Sono davvero cambiata?» continuò, sollevando la mano che continuava a tenere il flagello.
Aveva sofferto molto quando erano morti i templari. Come al solito, le lacrime non si erano fatte attendere, però...però non aveva sentito la tempesta interiore che si era scatenata con la morte di Maxon, o di Kuldenhud, o con la scomparsa di Crisanto.
Ci si era...abituata. Quel pensiero la terrorizzò.
«Io...so ancora soffrire?»
Ida si fermò un attimo. I suo sguardo pareva vuoto.
Non c'era nessuno, lì nel tempio regnava il silenzio. Il Diacono ancora doveva giungere.
Quel silenzio fu come una conferma per permetterle di fare un'ultima prova.
Il primo colpo fu incerto. La templare tremava, forse per il freddo, o forse in quanto spaventata da sé stessa.
Il secondo colpo, invece, fu dato con violenza. Le sue labbra si aprirono in un gemito muto. Eppure, fece una cosa che faceva solo quando vi era davvero la necessità di farlo: ignorò il suo dolore. Quello fisico, come era abituata ormai a fare, ma per la prima volta anche quello spirituale. Rimase impassibile, oggettiva di fronte a sé stessa.
Iniziò a recitare una breve preghiera con voce sommessa, chiedendo perdono per i suoi peccati, e continuò a colpirsi la schiena con estrema severità.

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Ida Mantobianco - Luogotenente della Loggia della Fenice
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13/12/2017, 20:01
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Messaggio Re: Mea culpa
Mercuzio raggiunse Ida e le mise una mano sulla spalla, senza nemmeno aprire il suo libro recitò il salmo che meglio conosceva.
Magnus meus,
ex toto corde me pǽnitet ac dóleo de ómnibus quæ male ea egit
et de bono quod omísit,
quia peccándo offendi Te,
summe bonum ac dignum qui super ómnia diligáris.

Il alzò il mento ad Ida, in modo che lo potesse guardare negli occhi.
Fírmiter propóne, adiuvánte grátia Sua, Eum pæniténtiam ágere, de cétero non peccatúrum peccantíque occasiónes fugitúrum.
Dunque strinse con forza la mano sulla spalla di lei.
Per mérita passiónis Salvatóris nostri Danieli, Dómine, misérere eam.

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Padre Mercuzio della Rovere - Sacerdote dell'Ordine Maggiore
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13/12/2017, 20:41
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Messaggio Re: Mea culpa
Nel momento in cui Ida sentì una mano sulla spalla, per un attimo di secondo pensò che il suo Signore fosse giunto per fermarla. Eppure trasalì, sapendo benissimo che quella mano poteva essere dell'unica persona che poteva giungere al tempio in quel momento.
Il flagello le cadde di mano, i suoi occhi si spalancarono, fissando il vuoto.
Le parole del Diacono la ferirono più di quanto non avessero fatto quelle stringhe di duro cuoio. Ma perché, poi? Dopotutto stava solamente continuando la sua preghiera...no?
Eppure, la templare non riusciva a fare a meno di sentirsi quasi umiliata. Si sentiva così scoperta, vulnerabile.
Ida rimase in silenzio, anche quando Mercuzio le prese il mento per costringerla a guardarlo. Si strinse nelle spalle, i suoi occhi gli restituirono un'immagine di lei spaesata, confusa.
E si sentì terribilmente a disagio.
Avrebbe voluto spingerlo via e fuggire, restituirgli lo schiaffo che lui le aveva dato. Forse si vide anche questo nei suoi occhi, chi può dirlo. Di certo, appena sentì la sua mano stringerle la spalla, il suo sguardo cambiò, e si fece più calmo e deciso.
Doveva affrontarlo. Smettere di fuggire, come sempre.
Lasciò che il prete finisse la sua preghiera, dopodiché prese un respiro e parlò.
«Tante volte ho sbagliato...»
Alzò la testa, e con la schiena assunse una postura più diritta.
«Tante volte mi sono data la colpa, anche se forse non era mia.»
Fece una pausa. Mille pensieri, mille cose diverse da dire le balenarono in mente.
«Ditemi, Diacono. Questa si chiama umiltà o stupidità?»

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13/12/2017, 21:14
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Messaggio Re: Mea culpa
Siete molto giovane, il fervore giovanile si avverte nitido e brillante nei vostri occhi, non v'è capo chino, elmo o lacrima che lo celi.
Da una parte ciò vi fa onore, non è da tutti rimanere ove gli altri scappano, voi avete scelto la via del valoroso tornando in questo luogo di peccato... ma ragionate troppo con il cuore, vi fate guidare troppo dalle passioni, le passioni sono la condanna di noi uomini. Molti sono stati clementi con voi, pare essere naturale tendenza della gente che vi circonda.
Voi mancate di una guida, mancate di qualcuno che vi dica quando sbagliate e quando fate bene, tentate di cercare da sola la via e ciò porta a straziare la vostra carne punendovi per crimini di cui non siete stata nemmeno imputata, e vi permettete inconsapevole di peccare quando più che mai dovreste fare scelte sante.
Non posso essere il vostro maestro sul campo di battaglia ma posso addomesticare la vostra anima di fuoco.

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13/12/2017, 21:48
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Messaggio Re: Mea culpa
«Le passioni...già»
Ida ripeté quella parola, ripensando al suo passato. A quando era ancora più giovane...più piccola, e sognava di poter amare, o essere amata.
Adesso, il suo concetto di amore era ben diverso.
"....Voi mancate di una guida, mancate di qualcuno che vi dica quando sbagliate e quando fate bene, tentate di cercare da sola la via e ciò porta a straziare la vostra carne punendovi per crimini di cui non siete stata nemmeno imputata, e vi permettete inconsapevole di peccare quando più che mai dovreste fare scelte sante... "
Senza farsi notare, strinse i denti. Sapeva che quelle parole erano vere.
«L'unica mia guida è Nostro Signore.»
Poco prima che lui finisse di parlare, Ida si alzò.
Guardò Mercuzio con uno sguardo freddo.
«Addomesticare la mia anima di fuoco.»
Fece una pausa, saggiò il peso di quella frase, e continuò a guardarlo dritto negli occhi.
«E che cosa vorreste fare?»
La tentazione di usare un tono arrabbiato era alta, ma si limitò.

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Ida Mantobianco - Luogotenente della Loggia della Fenice
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13/12/2017, 22:13
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Messaggio Re: Mea culpa
Anzitutto riprendere ciò che è mio - disse il diacono, e prese da Ida il suo flagello, lo avvolse e lo infilò di nuovo nella sua cintura - Quanto al fuoco che tutt'ora vedo ardere sarà mia cura domarlo come San Reginaldo fece con il drago di Morkar, e mutarla in ciò che di più santo possiede un Fratello della Loggia della Fenice, la giusta ira che portò Santa Gerthrud alla vittoria sui barbari e pagani.
Voi ora tentate di bruciare me con i vostri occhi e scotta ancora sulla vostra guancia lo schiaffo che vi ha colpito, sebbene esso vi abbia causato molto meno dolore di quello che vi hanno fatto provare poco fa queste strisce di cuoio. Quello schiaffo voi l'avete accettato, eppure sapevate bene che non mi sarei dovuto permettere, ciò è accaduto perché sapevate che avevo ragione, lì siete stata controllata e avete tenuto a bada il vostro cuore di fenice.
Ora tra i vostri denti serrati si nota lo stesso animo, voi odiate che io vi dica ciò che sto dicendo ma vi controllate perché sapete che ciò che dico corrisponde a verità. Questo è ciò che io chiamo addomesticare un'anima di fuoco, dimostratemi che ho torto.

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13/12/2017, 23:09
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Messaggio Re: Mea culpa
"Dimostratemi che ho torto"
I peggio pensieri attraversarono la mente della templare. Ora sì che avrebbe veramente voluto ricambiare lo schiaffo. E infatti...
"...scotta ancora sulla vostra guancia lo schiaffo che vi ha colpito, sebbene esso vi abbia causato molto meno dolore di quello che vi hanno fatto provare poco fa queste strisce di cuoio..."
"Bugiardo, bugiardo!!! Tu che ne sai del mio dolore?!!.....no, no, Ida, calmati. Non. Farti. Prendere. Dalla. Rabbia."
«Come siete pretenzioso.»
Ora Ida iniziava a faticare a contenersi, e il suo tono aveva un che di sibilante.
«Diverse persone mi hanno "addomesticata", come dite voi, eppure l'hanno fatto senza che io me ne accorgessi, ammaliandomi con le loro bugie. Mi sono sempre ritrovata a fare quello che volevano gli altri e mai quello che volevo io, quando invece il mio cuore tendeva a farmi seguire la via giusta...anche se apparentemente buia ed oscura. Immagino sia divertente avere una Luogotente templare al proprio servizio, già. E che per di più si sforza in tutti i modi di compiere al meglio il suo dovere...anche se, sia mai, le capita pure di sbagliare.»
Si fermò di colpo, ma non distolse lo sguardo. Aveva gli occhi spalancati, un libro aperto che mostrava tutta la sua agitazione.
«Ma qui gli sbagli anche minimi si pagano molto cari.»
Ida tremò. Aveva freddo, il mantello era ancora per terra, ma proprio come prima, ignorò completamente sé stessa. Aveva qualcosa di più importante da fare.
«Volete forse divertirvi a sbattermi faccia la verità, a smontare completamente le mie sicurezze, con la scusa di farmi imboccare la "giusta via"?...Pensate forse di essere perfetto? Cos'avete di più rispetto a me?»
Ida pensò che il Diacono non doveva essere tanto più grande di lei. Dunque, per quanto illuminato dalla luce divina potesse essere, come poteva comportarsi in maniera così superba?

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Ida Mantobianco - Luogotenente della Loggia della Fenice
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13/12/2017, 23:30
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Messaggio Re: Mea culpa
Mercuzio teneva il mento alto, e le mani unite, come era suo solito fare.
Chinò il capo, sospirò, disse con voce profonda.
La differenza tra me e voi è che la vostra vita è ancora vostra, sfregiata dalle scottature della vostra anima essa è ancora lì, voi ne siete padrona, Mercuzio della Rovere già una volta morì.
Continuò.
Dite che molti vi hanno ammaliato con le loro bugie, io non ho nessun interesse a fare di voi un pupo per muovere i vostri fili, affido già la mia vita a voi e i vostri sottoposti, come può venirvi in mente che io possa tentare di controllare coloro che sono i miei guardiani.
Si avvicinò a lei.
Ora raccogliete il vostro mantello, non esponetevi così al freddo

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Padre Mercuzio della Rovere - Sacerdote dell'Ordine Maggiore
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14/12/2017, 0:00
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