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 Le forme dell'Arte 
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Piccola Fenice
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Messaggio Le forme dell'Arte
25 Gennaio 1518
Erano giorni che Kvothe sedeva nella taverna cittadina, strimpellando le corde della sua fedele compagna, ma con poca enfasi. Si sentiva pigro e svogliato, tanto che a malapena si spostava dalla propria stanza alla sala della taverna stessa, e quel giorno non faceva eccezione. Non molti avventori sedevano ai tavoli o al bancone, Shei era andato nella cucina, probabilmente a preparare pasti o controllare le provviste. Tutto era così quieto, fermo. Persino l'aria sembrava ristagnare, quasi anche lei sentisse che muoversi era troppo faticoso. Kvothe chiuse gli occhi, le dita pizzicavano lente le corde, note pigre, lunghe e grevi, movimentavano quell'altrimenti vuota ed immobile atmosfera.
Inaspettatamente, una serie di note sembrò risvegliare in Kvothe qualcosa. Era la stessa sensazione che aveva quando incanalava la musica per effetti utili. Spesso era accaduto nei giorni precedenti, ma questa volta percepì una sensazione differente, una sensazione che per anni non aveva provato. La stessa sensazione che aveva sentito quando suo padre gli aveva insegnato a imbrigliare la musica per farla sfociare in effetti che lui stesso desiderava. Probabilmente le situazioni in cui si era ritrovato in quei giorni stavano rafforzando il controllo su quello strano potere, ma stavolta si trovava in una terra avversa, sconosciuta, senza il padre che gli poteva spiegare cosa poteva fare e cosa stava provando. Ma solo non poteva fare molto, aveva bisogno di qualcuno che conoscesse le vie delle arcane Arti, ma nessuno ad Osperdium usava i poteri come lui faceva, o per lo meno nessuno che lui conoscesse. Ricordò, però, che suo padre una volta gli aveva spiegato che l'energia che permetteva loro di incanalare quei poteri era quella stessa energia che permetteva agli arcanisti di evocare le loro magie, ma con diversa modalità di richiamo.
Pensò per qualche secondo alle possibilità, poi prese una decisione. Si alzò, portando con sé la sua fidata chitarra e si diresse alla porta.
Oramai era il momento per conferire con qualcuno che di Arte ne sapeva molto: Cornelio.

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Antonio Busanel:"Con le mie mani d'oro potrei curarti senza farti sentire alcun dolore. Ma perché privarmi del piacere di quelle deliziose urla?"
Percival Oberon:"Sono qui pe..."RIP
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31/01/2018, 0:08
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Messaggio Re: Le forme dell'Arte
L'antro che Cornelio aveva adibito a casa era al solito posto.

Quando il musico bussò, fu Yorich ad aprigli la porta, quel che bastava per poter comunicare

《Avete bisogno?》

chiese il Paria.

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Cornelio Mercèr, L'Arcanaspada
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31/01/2018, 16:24
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Messaggio Re: Le forme dell'Arte
Kvothe entrò nell'abitazione, rivolgendo un saluto a Yorich.
"Salute a voi, Cornelio. Vengo a voi in cerca di aiuto e consiglio, dato che vi ritengo il più esperto in materie arcane, qui ad Osperdium. Da qualche tempo sento aumentare il potere delle mie arcane energie, ma penso di avere bisogno dell'aiuto di qualcuno più esperto di me per migliorare il mio controllo su di esse. Mi rivolgo quindi a voi."

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31/01/2018, 23:33
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Messaggio Re: Le forme dell'Arte
L 'entrata del musico fu molto pacifica, amichevole ed esuberante.
Specialmente dopo esser entrato senza che la porta gli venisse completamente aperta.
Cornelio alzò subito la mano per fermare la zelante ombra purpurea che stava giá levando la bastarda alle sue spalle.

《Sono i modi di gente di strada, Yorik, grazie per la tua premura. Ferma la tua mano.

Kvote. Se non fosse per la mia esperienza sui modi di fare dei Tiliani , o perchè un po' vi conosco, non avrei fermato la mia guardia.

State attento, la prossima volta. La cortesia non va mai dimenticata. Ricordatelo, un giorno potremmo avere bisogno di voi come araldo di Osperdium.
A breve vi riceverò, accomodatevi》


Cornelio mentre parlava stava fissando un cerchio rituale disegnato col gesso dinnanzi a se. Stava prendendo appunti.

Si prese qualche minuto per scrivere le ultime note e considerazioni.
Poi si rivolse al suo interlocutore.

《Dicevate? In che modo potrei tornarvi utile? Non sono in grado di insegnare quella forma di arte se è ciò vi interessa.
Ma questo immagino lo sappiate già.
A cosa vi serve il mio aiuto? 》

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Cornelio Mercèr, L'Arcanaspada
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06/02/2018, 15:45
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Messaggio Re: Le forme dell'Arte
Kvothe, alle parole del diarca, rispose con un inchino e disse
"Mi scuso per l'irruenza con cui sono entrato nella vostra abitazione. La mia mente è talmente traboccante di idee e pensieri, in questo momento, che per un attimo mi sono scordato le buone maniere. Farò in modo che non succeda più." aggiungendo, con espressione di perplessità "Perché pensate che sia di Tilia? I vestiti forse?"
Continuò poi: "Ad ogni modo, ho compreso che non insegnate la forma musicale dell'arte. Quello che sono venuto a chiedervi è di poter osservare per qualche tempo come voi piegate al vostro volete l'arte.
Insomma, vi chiederei di prendermi come apprendista, se così si può dire, nella speranza di ampliare la mia conoscenza dell'arte dall'osservazione della vostra persona
" Quando finì di parlare, osservò il mago, attendendo la sua risposta.

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06/02/2018, 18:27
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Messaggio Re: Le forme dell'Arte
<< Non penso siate di Tilia, il vostro nome suggerisce altro, ho detto che ho avuto a che fare con loro, e gente come voi ce n'è parecchia da quelle parti.

Non so quanto consciamente, ma avete fatto bene a venire da me.
Molti studiosi "canonici" per così dire, dell'Arte, trattano la materia come se si trattasse di matematica, astrologia, letteratura , medicina o alchimia,

dimenticando con che nome chiamano ciò che studiano: Arte.

I sapienti più mediocri non contemplano questa cosa.
Lanciare un artificio è come dipingere, o recitare o come fare musica.

Se un pittore disegna un quadro solo perché sa farlo, ma non perché sia ispirato o sia una sua idea sarà solo un bravo imitatore.

Se un attore con mette del sentimento, per quanto bravo, non sarà convincente a chi sa ascoltare.

Se un musicista non è ispirato da ciò che suona, ciò che fa sarà un lavoro, nulla di piacevole, nulla di artistico. Nulla che abbia della creatività, una parte di se.

Come avrete sicuramente notato, il tono e la voce col quale lancio un artificio cambia a seconda dello stesso, o in base al mio umore o ai sentimenti che mi ispira.

Questo io faccio quando uso un artificio.

Io penso che i manipolatori dell'arte come voi facciano il contrario e sfruttino quella che invece è la parte più istintiva e meno didattica dell'arte, evocandola attraverso i sentimenti, forse non solo i vostri, ma anche quelli degli ascoltatori, eseguendo una sorta di inconsapevole rituale collettivo.

Se vorrete seguirmi per me non c'è problema, a patto che non siate un peso e che anzi vi rendiate utile se siete negli immediati dintorni.>>

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Cornelio Mercèr, L'Arcanaspada
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06/02/2018, 19:45
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Messaggio Re: Le forme dell'Arte
Alle parole dell'artista, Kvothe rispose con un profondo inchino
"Vi ringrazio, signor Mercèr. State sicuro che non è mia intenzione essere un peso a chicchessia. Se posso fare qualcosa per voi, fatemelo sapere, sono a vostra disposizione e agirò al meglio delle mie possibilità. Questo vale anche per voi, signor Yorich, visto che siete stato sempre molto gentile con me. Ora ritorno alla taverna, se avete bisogno potrete trovarmi li. Buona giornata."
Si congedò con un altro inchino e uscì dalla dimora del mago.

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14/02/2018, 16:25
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