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 Tegole e urine al chiaro di Luna 
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Piccola Fenice
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Messaggio Tegole e urine al chiaro di Luna
Sconvolto. Stordito. Confuso. Tutto pareva ovattato. Suoni e colori parevano ondeggiare nell'aria. Dove mi trovo? Pensò fra sé e sé Henrick mentre sentiva la sua schiena spezzarsi e i suoi occhi si perdevano nella luce delle stelle. Era disteso, ma dove? Con le mani tastò il freddo terreno Pare a me o sono cocci? Con le dita colpì per sbaglio una bottiglia che rotolò lentamente per una ventina di secondi fino a cadere e rompersi al suolo. Va bene. Sono da qualche parte in alto Un rutto nacque nel ventre di Henrick Vogel e a passò di carica cercò di risalire l'esofago ma la mano a pugno del giovane alchimista si posò davanti alla sua stessa bocca per impedirne la fuga. Un sussulto. Henrick sbatté la testa "Porco Magnus" mormorò nel silenzio della notte. Cercò di ergersi e di sedersi con le gambe incrociate ma questo tentativo originò un moto di ribellione all'interno del suo stomaco ed Henrick finì col vomitare: ma almeno era seduto. I suoi pantaloni ed i suoi stivali erano ora parzialmente sporchi di vomito. Cos'ho bevuto? Si guardò intorno: era su un piano inclinato ed era seduto su dei cocci. Queste sono tegole pensò fra sé e sé. Altre bottiglie giacevano accanto a lui. "Oh .. ma salve" disse Henrick posando gli occhi sulle bende, le erbe, i pezzi di corda, le bottiglie e le fiale malamente appoggiate vicino a lui ed incastrate fra le tegole di quell'edificio. Solamente la Luna illuminava il giovane Henrick Vogel nel buio della notte Che scena poetica .. chissà chi è il fortunato residente di questo posto Avanzando a gattoni, Henrick si sporse fino al bordo della grondaia di quel palazzo. Sotto ai suoi occhi vi erano due uomini armati: due guardie poste all'ingresso di quello stesso edificio. Guardie? Pensò fra di sé Chi è il figlio di puttana che si mette a dormire con delle Guardie? D'un tratto però la grondaia cedette ed Henrick volò appeso a quella che divenne una liana di metallo per finire addosso ad un albero. Posati al volo i piedi su di un ramo, Henrick si afferrò saldamente lasciando cadere i pezzi di lamiera. Una parte cadde dentro a dei cespugli, mentre l'altra impattò il suolo: attirando così l'attenzione delle guardie che parvero risvegliate da un illecito sonnellino notturno. "Chi va là?" Esclamò una delle guardie. Henrick subito si nascose e solamente un acuto osservatore si sarebbe potuto accorgere del fatto che il corpo di Henrick Vogel si fosse posizionato maldestramente dietro al tronco e ai rami dell'albero. Me la devo svignare Pensò fra di sé: dal cinturino tirò fuori una boccetta e ne versò il contenuto sui pezzi di grondaia sotto di lui. Henrick quindi lasciò cadere uno sputo silenzioso e molle sul composto sparso su quei pezzi di ferro: una nube verde e puzzolente presto si propagò da quel cespuglio e le guardie, che nel frattempo si stavano avvicinando, presto furono costrette a tapparsi naso e bocca e a distogliere lo sguardo per non lacrimare. Henrick nel frattempo balzò sul cornicione del palazzo e, camminando lungo una finestra si accorse di una cosa: In quel letto ... dorme Mastro Erandir ? con una smorfia lungo il viso Henrick si voltò verso le guardie impegnate a trattenere i conati di vomito e poi verso Erandir. Il Mastro parve per un momento avere un sussulto nelle coperte: aveva forse sentito qualcosa? Stava forse per svegliarsi? Henrick non aveva tempo per queste scommesse enigmistiche, un solo pensiero balenò nella sua testa "Rendiamo omaggio al Mastro" Presto Henrick modificò i suoi piani e si arrampicò nuovamente sul tetto. Giunto in cima si abbassò i pantaloni e cominciò ad orinare sulle tegole. Oh Luna pensò fra di sé Questo magico momento lo dedico a te .. tu che ispiri i poeti si diede una scrollatina tu che sei l'Araldo della Notte ancora una scrollatina Assistimi mentre me ne torno in cella, che se no questa è la volta buona che mi ammazzano Henrick si sistemò quindi i pantaloni e soddisfatto del suo operato cominciò a muoversi lungo le tegole, raccolse una bottiglia e ne bevette il contenuto: la lanciò poi lontano infrangendola da qualche parte in città. L'alcol mi ha fatto uscire di prigione e l'alcol mi aiuterà a tornarci. Ci vediamo dopo il buio Henrick


Gli occhi di Henrick si aprirono lentamente e dolorosamente: era stato tutto un sogno? Dove si trovava lui ora?
Con la mano tastò del pietrisco attorno a lui Sono in cella pensò fra di sé. "HO VINTO IO STUPIDI OSPERDIANI" il suo grido si disperse nei corridoi della prigione e la sua stessa voce si interruppe a causa di alcuni violenti colpi di tosse. Tirò fuori una fialetta e con un contagocce si lasciò cadere del liquido dentro agli occhi "Questo composto alterato di finta morte mi aiuterà a dormire veramente" E così gli occhi di Henrick si socchiusero lentamente, trascinandolo sempre di più nell'oblio dei sogni.

_________________
"Come può un uomo combattere l'Oscurità senza sporcarsi le mani di Tenebra?" Vraka, lo Spirito Raukaan

"Quanto vuoi per farmi uscire da qui?" - Henrick Vogel


17/11/2017, 4:02
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